PORDENONEPENSA 2017: A GIUGNO LA NONA EDIZIONE

Archiviata da qualche mese l’edizione 2016 (che si è svolta eccezionalmente in novembre), la rassegna di idee si prepara a ricevere ospiti illustri dell’informazione, cultura, economia, politica, costume. A partire dal 5 giugno prossimo e per oltre una settimana, la città sul Noncello ospiterà dunque la nona edizione di PordenonePensa, che si preannuncia ricca di ospiti e argomenti. È confermata la formula del confronto di idee e la presenza di temi “caldi” e attuali, che spesso dividono l’opinione pubblica. Confermata pure la partnership del circolo organizzatore Eureka con il Comune di Pordenone e un nutrito pool di sponsor privati, alcuni dei quali storicamente accanto alla rassegna che ha portato nel capoluogo e in provincia ospiti quali i leader Lech Walesa ed Edward Luttwak, i giornalisti Bruno Vespa, Enrico Mentana e Vittorio Feltri, lo scrittore Carlo Sgorlon, gli artisti Giovanni Allevi e Massimo Ranieri, la sportiva Bebe Vio, gli chef Carlo Cracco e Alessandro Borghese. Una delle caratteristiche principali di PordenonePensa è infatti quella di saper (e voler) avvicinare agevolmente argomenti di un certo peso quali economia e politica, a temi light come cucina, sport e attualità. Non una rassegna elitaria, ma un calendario di appuntamenti che ha come unica prerogativa quella del confronto e dell’apertura mentale, a prescindere dal tema trattato.

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PnPensa 2016 termina con un “sold out” per Mentana

PNPENSA - FACCI E MENTANA

PNPENSA - FACCI E MENTANA

Una valanga di pubblico ha partecipato all’ultimo incontro di PordenonePensa 2016. Ieri, domenica 20 novembre, oltre 600 persone hanno assistito all’intervista al direttore del Tg La 7 Enrico Mentana, stuzzicato dalle domande dell’editorialista di Libero Filippo Facci. Ringraziamo di cuore il pubblico che, con la sua presenza, ha contribuito a confermare il gradimento del Festival del Confronto, antidoto al pensiero unico e univoco. E un grazie di cuore agli ospiti che ci hanno permesso, anche quest’anno, di dare vita ad un calendario ricco, attuale e variegato. Ci vediamo il prossimo anno, a primavera 2017, per una nuova spumeggiante rassegna!

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Elhaida Dani live in acustica anticipa “Mentana contro tutti”

elhaida_daniElhaida Dani, la cantante albanese vincitrice del programma televisivo The voice of Italy, anticiperà l’evento “Mentana contro tutti”. Domenica 20 novembre alle 17.30 nella tensostruttura riscaldata di Piazzetta Calderari a Pordenone, la nuova Esmeralda del musical Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, accompagnata da Marco Locatelli alla chitarra e Max Pasut al basso, si esibirà in una serie di brani in acustica che esalteranno le sue splendide caratteristiche vocali.
Classe 1993, ha vinto Star Academy Albania a soli 16 anni e Top Fest a 19. A scoprirne le doti canore è stato Cocciante che l’ha voluta come interprete del suo musical, che la porterà in tour per un anno e mezzo a partire dal 23 novembre prossimo. Ha iniziato a lavorare al suo primo album, che mescola vari generi musicali con una prevalenza del pop e che uscirà tra un anno.
Stasera in scaletta 4 brani, tra i quali Halleluiah del cantautore canadese Leonard Cohen, scomparso lo scorso 7 novembre.
Al termine dell’esibizione, alle ore 18.00, l’editorialista di Libero Filippo Facci intervisterà il direttore del Tg7 Enrico Mentana.
Ingresso libero.

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PordenonenePensa 2016 chiude con Mentana intervistato da Facci

mentana_facciA chiudere l’edizione 2016 di PordenonePensa sarà il direttore del Tg7 Enrico Mentana che, incalzato dall’editorialista di Libero Filippo Facci, si esprimerà a tutto tondo sugli argomenti più scottanti e scomodi del momento.
Il Festival del Confronto – organizzato dal Circolo culturale Eureka in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Provincia – terminerà domenica 20 novembre alle 18 a Pordenone, nella tensostruttura riscaldata di Piazzetta Calderari, dove il “maratoneta” del telegiornale e il giornalista “ruvido” daranno vita a quella che si prefigura come un’intervista a tutto tondo su attualità, giornalismo, politica, televisione, social media intitolata “Mentana contro tutti”.

Nato a Milano nel 1955, figlio del rimpianto giornalista della Gazzetta dello Sport Franco Mentana (ci ha lavorato per 40 anni), Enrico Mentana ha lasciato Mediaset nel 2009 in conseguenza al rifiuto dell’azienda di cambiare i palinsesti per trasmettere uno speciale su Eluana Englaro, scomparsa quella stessa sera per interruzione della nutrizione artificiale dopo 17 anni di stato vegetativo. Un atto che la dice lunga sull’attaccamento di Mentana alla professione, che chiama “passionaccia” (è anche il titolo del suo primo libro) per il giornalismo e per la quale è facile alle arrabbiature, soprattutto quando si tratta di andare in onda. “Fare il giornalista – ha detto in un’intervista – è una sorta di missione laica e senza ordini, se non quello professionale, fatta di fiuto, di voglia di fare, di narcisismo, di passione civile. Quell’impasto che è il giornalismo quando ti riesce”.
Numerosi i suoi “colpacci”: dall’esordio fortunato del Tg5 con oltre 7 milioni di telespettatori all’intervista a Farouk Kassam, dal primo, vero sorpasso sul TG1 al primato sulla notizia della morte del giudice Giovanni Falcone e la strage di Capaci, dallo storico faccia a faccia tra Achille Occhetto e Silvio Berlusconi (nel penultimo giorno di campagna elettorale) alla sequenza fotografica dell’uccisione di Carlo Giuliani.
Ha coniato il neologismo “webete” rivolto alla categoria di persone che utilizza i social per versare bile contro gli altri cercando di amplificare il proprio messaggio di odio su una piattaforma tanto diffusa.

Ad intervistarlo sarà Filippo Facci. Nato a Monza nel 1967, ha iniziato lavorando giovanissimo a L’Unità, a La Repubblica e poi approdando a L’Avanti, dove da “abusivo” si occupò di seguire l’inchiesta su Tangentopoli. Ha scritto per Il Giornale, per L’Opinione, per Il Tempo, per il Foglio. Provocatore, garantista, ha scritto diversi saggi tra cui “Presunti colpevoli” e “Di Pietro, biografia non autorizzata”.

L’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.

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Animalismo, ne discutono Giulia Innocenzi e Filippo Facci

innocenzi_zevi_facciCambio di programma. Sabato 19 novembre alle 21.00 a Pordenone, al ridotto del Teatro Verdi,  ci sarà Giulia Innocenzi. A confrontarsi con lei non sarà lo scrittore Camillo Langone ma l’editorialista di Libero Filippo Facci. I due ospiti si “sfideranno” sul tema dell’animalismo. Non più dunque un confronto tra vegetariani/vegani e carnivori, ma tra sostenitori e non di un movimento che pone gli uomini sullo stesso piano degli animali.

A rappresentare la tesi animalista sarà la Innocenzi. Nata a Rimini nel 1984, è approdata nella squadra di Michele Santoro nel 2009 con la conduzione di Generazione zero, lo spazio dedicato ai giovani di Annozero. È stata responsabile italiana della comunità di mobilitazione online Avaaz. Ha scritto il libro “Tritacarne – perché ciò che mangiamo può salvare la nostra vita e il nostro mondo” nel quale denuncia le cattive condizioni degli allevamenti intensivi. Per raccogliere prove si è introdotta di notte, di nascosto, in numerosi allevamenti e sostiene che la carne e il formaggio made in Italy non siano così eccellenti come si dice. Nel suo libro dedica anche alcune pagine all’Animal Liberation Front.

A smontare la fede animalista sarà Facci che la ritiene una forma di antagonismo giovanile che ha preso piede solo perché non ci sono altri antagonismi più interessanti su piazza. “Le violenze dei vegani hanno l’appoggio silenzioso di una moltitudine di anonimi vigliacchetti internettiani (è pieno di gente che ama gli animali perché ha difficoltà con gli uomini) – sostiene – e ci sono organizzazioni che sinceramente inquietano: l’estremismo animalista ridonda di ex destri” E continua: “La problematica delle pessime condizioni in cui versano alcuni animali esiste certamente – sostiene – ma va risolta con moderazione, non con la rivoluzione”.

A moderare sarà Nathania Zevi, autrice di Agorà e penna di Forbes.

A chiudere l’edizione 2016 di PordenonePensa sarà Enrico Mentana. Il direttore del Tg7 risponderà al fuoco di fila delle domande proposte da Facci in veste di intervistatore. Domenica 20 novembre alle 18.00 a Pordenone, nella tensostruttura riscaldata di Piazzetta Calderari, si svolgerà l’incontro intitolato “Mentana contro tutti”, nel quale verranno affrontati i temi più diversi.

Come ogni anno l’entrata a tutti gli appuntamenti è gratuita.

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Parenzo VS Feltri su Italia, accoglienza e razzismo

evento_feltri_parenzoVenerdì 18 novembre alle 21 al Teatro Don Bosco di Pordenone il Festival del Confronto ospiterà il dibattito tra i giornalisti Vittorio Feltri e David Parenzo. Il tema della discussione è “L’Italia è un paese razzista?”, durante la quale i due relatori cercheranno di tratteggiare un Paese diviso tra accoglienza e insofferenza, tra emergenze umanitarie e paura dell’invasione.

Bergamasco di origine, classe 1943, Feltri è l’attuale direttore di Libero (che ha fondato nel 2000). Già editorialista del Giornale, ha diretto anche l’Indipendente, l’Europeo, Il Borghese, Quotidiano Nazionale e Il Giornale.

Parenzo è nato a Padova nel 1976 da una famiglia di origini ebraiche. Ha scritto per varie testate tra le quali Il Mattino di Padova, Il Foglio di Giuliano Ferrara e il quotidiano Liberazione quando era diretto da Sandro Curzi. Ha fatto parte della redazione di Matrix. Dal 2010 conduce con Giuseppe Cruciani La Zanzara, su Radio 24. Si definisce “un radicale di sinistra senza fissa dimora”.

Si tratta dunque di due grandi giornalisti (a cui non manca la verve polemica) e di un argomento caldo e che scalda gli animi come quello dell’immigrazione e dell’accoglienza.

“Dove li mettiamo? Con quali mezzi li manteniamo, visto che molti nostri compatrioti sono in miseria e sopravvivono a stento, magari pernottando in automobili sostitutive di civili abitazioni? Vogliamo o no prendere coscienza che non abbiamo risorse per fronteggiare l’emergenza-extracomunitari?” – scrive Feltri su Libero a proposito degli sbarchi – “Dichiariamo solennemente, urbi et orbi, che i posti in Italia sono esauriti e che non siamo in grado di inviare nostre navi a raccattare naufraghi. Diciamolo con fermezza e atteniamoci al proposito senza tentennamenti. Non appena i profughi sapranno che attraversare il mare comporta il pericolo di crepare annegati, se ne guarderanno dal salpare”.

“Lo stato deve investire un bel po’ di soldi  per spazi ben strutturati dove gli immigrati possano integrarsi e non sentirsi esclusi dalla società; sentendosi esclusi è evidente che vi saranno sempre problemi” – sostiene invece Parenzo – “Il costo economico va pagato dalla società in quanto poi vi sarà un ritorno di sicurezza sociale. Va certamente sviluppato un percorso di diminuzione della tassazione ma resta comunque il fatto che i soldi vanno reperiti dal “pubblico” e il beneficio per i comuni che adotteranno questa metodologia saranno verificabili. La sicurezza è una necessità e ha costi”.

A moderare il dibattito sarà l’inviato di Libero Filippo Facci.

PordenonePensa continua con il confronto tra Giulia Innocenzi e Camillo Langone, sabato 19 novembre alle 21 a Pordenone, al Ridotto del Verdi.

Come di consueto, l’ingresso a tutti gli appuntamenti è libero.

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PnPensa alla scuola: Guerri illustra d’Annunzio agli studenti

giordano-bruno-guerriPordenonePensa… alla scuola e dedica agli studenti una “lezione” d’eccezione con il professor Giordano Bruno Guerri. Giovedì 17 novembre alle 11.00 a Sacile, al Teatro Zancanaro, il presidente della Fondazione Vittoriale degli italiani, illustrerà, con il suo consueto fervore, la figura di Gabriele d’Annunzio, scrittore e poeta – ma anche militare e politico – di origini abruzzesi. Un excursus sulla sua vita e le sue opere, dal fortunato esordio con “Il piacere” a “L’innocente”. Un artista intrigante, che ha rivoluzionato la figura dell’intellettuale influenzando generazioni nel gusto e nella visione del mondo, con un appeal particolare nei confronti dei giovani.

Un personaggio appassionante, dunque, tanto quanto appassionato è il relatore che ne racconta. Nato nel 1950 a Monticiano (SI), Guerri è scrittore, giornalista e storico. Ha diretto L’indipendente, Chorus e Storia Illustrata. È stato direttore editoriale della Mondadori e presidente della Fondazione Ugo Bordoni. Di d’Annunzio è un grande studioso e ha pubblicato numerosi libri sul Vate tradotti in diverse lingue. «La vita di d’Annunzio è il suo capolavoro – dice Guerri in un’intervista – nel suo primo romanzo, Il Piacere, diceva che “Bisogna fare la propria vita come si fa un’opera d’arte”. Ha influenzato la cultura e il costume italiani ed europei per mezzo secolo”. E continua: “D’Annunzio ha rinnovato la letteratura italiana dell’800 con la pubblicazione de Il Piacere, subito diffuso in tutto il mondo. Ma ha rinnovato anche la poesia italiana, i rapporti con la borghesia, con la politica, con la vita militare. Fu lui ad inventare l’intellettuale moderno, il concetto di Beni Culturali. E ci lascia un messaggio molto importante: “Conservare intera la libertà fin nell’ebbrezza”.

La rassegna – organizzata dal Circolo culturale Eureka in collaborazione con il Comune di Pordenone e il sostegno della Provincia e di numerosi sponsor privati – continua venerdì 18 alle 21 a Pordenone, al Teatro don Bosco, con il confronto tra Vittorio Feltri e David Parenzo sull’immigrazione e l’accoglienza.

Ingresso gratuito a tutti gli appuntamenti.

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