Mario Luzzatto Fegiz, il suo racconto delle star da osservatore privilegiato

Dagli esordi nelle radio pirata ai backstage degli artisti nazionali e internazionali; dal cameo tratto dallo spettacolo “Io odio i talent show” al suo libro “Troppe zeta nel cognome”. Il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz, incalzato dal giornalista del Gazzettino Lorenzo Marchiori, ha inaugurato la nona edizione di PordenonePensa, lunedì 5 giugno all’ex Convento san Francesco. Molti gli aneddoti sugli artisti, nazionali e internazionali, come il racconto del concerto improvvisato a casa di Gianni Versace, con Elton John alla pianola giocattolo dei figli di Donatella e coristi d’eccezione i Take That all’apice del successo. Oppure le piccole manie, come quella di Claudio Baglioni, che quando sta a Milano manda a Roma il bucato perché profumi di casa. Ma Fegiz ha rivelato di aver avuto anche momenti di difficoltà, come quando ha temuto di non riuscire più a scrivere alcuna parola, e la responsabilità di dover sempre soppesare le parole, vista l’allora diffusione del Corriere della Sera, che vendeva un milione di copie.  Su tutto la sua innata ironia, la capacità, da buon triestino, di sorridere della vita e la consapevolezza di aver potuto vivere, grazie al suo lavoro, situazioni da vero privilegiato.

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