Feltri: «Il Cav, Renzi e Grillo inconcludenti. Italia immodificabile»

PnPensa – Circa 600 persone a Stevenà di Caneva per l’editorialista de “Il Giornale”
«La stella di Berlusconi è tramontata, il leader 5 Stelle protesta e basta, l’attuale premier non ha fatto ancora nulla»

Feltri 040«Berlusconi, Grillo e finora anche Renzi non hanno concluso nulla. Del resto cambiare l’Italia è tecnicamente impossibile a causa di un sistema istituzionale bloccato e immodificabile, a cominciare dalla Costituzione».

E’ la conclusione a cui è arrivato un Vittorio Feltri in forma smagliante, ospite martedì di PordenonePensa a Villa Frova a Stevenà di Caneva. Oltre 400 le persone che hanno stipato la sala, senza contare le altre 150 che non sono potute entrare causa esaurimento posti, compresi quelli in piedi.

L’editorialista de “Il Giornale”, con piglio brillante e una vena umoristica che ha divertito sinceramente il pubblico, ha preso spunto dal suo ultimo libro, “Buoni e cattivi” (Edizioni Marsilio), per dare le pagelle a politici e colleghi dell’informazione. Pagelle date con la schiettezza e il senso pratico che ha reso famoso il suo stile giornalistico. Incalzato dalle domande del moderatore della serata, Alberto Parigi, della testata online Pordenoneoggi, Feltri ha cominciato la sua performance dall’uomo del momento, Matteo Renzi.

Feltri 060«Come uomo di partito lo promuovo a pieni voti poiché ha rottamato i vecchi comunisti, ha portato il Pd al trionfo e si è dimostrato un grandissimo comunicatore. Ma come uomo di Governo cosa ha fatto? Io non ho ancora visto nulla di concreto, quindi il giudizio è sospeso». Valutazione analoga per Grillo «che ha avuto la capacità di tirare su un partito dal nulla, ma oltre a protestare non ha fatto e ottenuto nulla. In ogni caso – ha aggiunto – io gli elettori 5 stelle li ho inquadrati: entrano nella cabina, mettono la croce e fanno il gesto dell’ombrello».

Non scontato il giudizio su Berlusconi, l’editore del suo quotidiano: «Il cosiddetto accanimento giudiziario c’è e c’è stato, ma ad ogni modo la sua stella è tramontata. Silvio non conta più e non se ne è reso conto». Feltri ha anche tratteggiato la psicologia dell’uomo e del politico Berlusconi: «Non gli piace governare e non sa comandare, Silvio preferisce persuaderti, sedurti. Per lui il massimo era andare al G8 con i potenti della terra, gli faceva più piacere che andare con le olgettine. Se mi sentisse dire queste cose sarebbero dolori – ha aggiunto con ironia – ma nonostante tutto ho votato Forza Italia». Non sono mancati gli aneddoti gustosi come quando «Berlusconi mi ha invitato a casa sua e mi ha mostrato il letto regalatogli da Putin dove l’ex premier ha sostenuto di aver trovato la D’Addario sotto le lenzuola».

In merito ai personaggi dell’informazione Feltri si è sottoposto al “gioco della torre”: «Chi butterei giù tra Santoro e Travaglio? Li salvo tutti e due – a risposto a sorpresa – perché pur essendo super faziosi sono molto bravi». Salvi entrambi anche Sallusti e Belpietro «perché sono mie creature e se li buttassi giù commetterei quasi un infanticidio. Floris e Fazio tutti e due giù dalla torre con una mitragliata». Vespa, invece, «promosso con un 10 perché è preparato e ha successo da 40 anni».

E Feltri? «Non mi do né sufficiente né insufficiente, aspetto da 50 anni che siano gli altri a promuovermi».

Guarda l’intervista!

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