DON RENATO DE ZAN: “SENZA FIDUCIA E SENZA FEDE NON C’E’ PROGRESSO”

IMG_1451Il folto pubblico accorso, ieri sera, ad assistere all’incontro con don Renato De Zan ha costretto lo staff organizzatore a spostare l’evento al Duomo, anziché tenerlo, come da programma, nell’ex convento San Francesco.
Perché credere” era il titolo della serata in cartellone a Pordenone Pensa, rassegna culturale organizzata da Circolo Culturale Eureka e Provincia di Pordenone.
A condurre la serata è stato il giornalista Enri Lisetto che “ interrogato” don De Zan sulla fede, sul suo percorso personale e cristiano, sull’educazione, sul decadimento dei valori, sulle difficoltà legate all’accoglimento di Dio e del “credere”.

“Avevo chiesto ai miei genitori se Gesù Cristo era davvero esistito e che prove c’erano – ha rivelato don Renato – mi hanno risposto che avrei capito da grande e li ho mandati a quel paese. Da lì è nato il mio cammino di disaffezione, fino a negare la fede, come fanno molti giovani oggi, senza troppa difficoltà. Poi c’è stata una specie di esplorazione, un cammino faticoso, fino a sentire la proposta “se vuoi, vieni”.
“Ma l’incontro con Lui ti “rovina” la vita – ha continuato – Lui non è invadente, ma quando l’hai incontrato è Lui che si è fatto presente, e quando ti tocca, improvvisamente ti accorgi che tutto ciò che è scienza vale ben poco. Perché Dio ti interroga: la fede è questa domanda misteriosa che ti viene rivolta, ed alla quale tu sei libero di rispondere si o no “.

De Zan ha continuato illustrando le difficoltà legate alla fede, al credere: “Direi che più che cercare la fede, è la fede che cerca te. Da ragazzo, mi ero imbattuto in una frase di san Tommaso d’Aquino che diceva: «se ti viene proposta la strada della verità e la strada di Cristo, scegli la strada della verità, perché in fondo Cristo lo troverai.» Se uno vuole cercare Dio deve imparare a dare significato a ciò che vive. Ma bisogna avere la pazienza di sbagliare e ricominciare, con una lucida e chiara impostazione improntata a ricercare ciò che è più vero. Questo cercare è complesso perché non tutto dipende dal soggetto. La strada filosofica, con Pascal, insegna: “troverai il dio freddo dei filosofi”, mentre noi abbiamo bisogno di un Dio caldo che ti stia vicino quando soffri. L’importante è non confondere mai ciò che possiamo chiamare fede razionale con una fede che é fondata anche sulla ragione. Nella prima è coinvolta solo la testa, nell’altra è tutta la persona”.

Quindi la riflessione sul decadimento dei valori e della morale: “Stiamo vivendo non solo una grande crisi finanziaria ed economica, ma soprattutto stiamo perdendo il senso morale. Oggi chiamiamo furbo chi frega. Prima o poi però, se non cambi stile il male che servi ti ritorna. Se  semini nei tuoi figli pressapochismo circa ai valori, da loro ti verrà restituito. Non voglio confondere la morale col prodotto: ma se io frego te, tu freghi l’altro e così via, fino a che si instaura una società della non fiducia. E senza fiducia non c’è progresso.

Pordenone Pensa continua fino al 14 giugno con:
–    l’incontro con il regista premio Leone d’Oro Krzysztof Zanussi e, di seguito, lo spettacolo Donne allo specchio, con l’attrice Viviana Piccolo, giovedì 13 alle 20.30 al teatro Don Bosco di Pordenone
–    il concerto del Trio Kalliope, giovedì 13 alle 20.30 all’Area Castello fra le due torri di Cordovado (sala civica di palazzo Cecchini in caso di maltempo)
–    il recupero della serata con Katia Ricciarelli, venerdì 14 alle 20.30 nella sala del Consiglio Provinciale di Pordenone.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero.

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