«CUCINARE? E’ IL MESTIERE PIÙ BELLO DEL MONDO»

PORDENONE – Finale all’insegna del gusto per Pordenone Pensa, la fortunata rassegna promossa da Circolo Eureka e Provincia di Pordenone. Ospite dell’ultimo degli appuntamenti in calendario di questa quarta riuscitissima edizione “Mister Masterchef” Carlo Cracco giunto a Pordenone con l’inseparabile moglie Rosa. Intervistato dall’amico Fabrizio Nonis, considerato ormai a pieno titolo ambasciatore della cucina friulana ed amico di vecchia data della kermesse, Cracco ha intrattenuto il pubblico presente nella sala consiliare di corso Garibaldi, piena in ogni ordine di posto, per oltre un’ora e mezza, raccontando di sé, dei suoi primi passi nel mondo della cucina che conta, dell’esperienza maturata sul campo, sia in Italia che all’estero, alla nuova e per lui insolita avventura davanti alle telecamere.

Particolarmente apprezzato dal pubblico femminile, vicentino, dopo aver frequentato l’Ipc a Recoaro Terme, vicino Vicenza – istituto che fa parte dell’Associazione europea delle scuole alberghiere e del turismo – Cracco ha mosso i primi passi nel mondo della ristorazione affiancando allo studio il lavoro tra i fornelli del ristorante “Da Remo” a Vicenza.

Da qui il trampolino di lancio per una luminosa carriera professionale attraverso le collaborazioni con Gualtiero Marchesi a Milano e l’enoteca Pinchiorri a Firenze. Oggi Cracco dirige a Milano uno dei migliori ristoranti del pianeta: nel suo regno, il “Ristorante Cracco”, nato il primo luglio 2007 da ristrutturazioni e radicali cambiamenti, Cracco visita i piatti della cucina tradizionale milanese, e non solo, proponendoli in una chiave contemporanea, combinando i sapori e giocando sui contrasti. Il Ristorante Cracco, grazie a tali caratteristiche, vanta 2 stelle Michelin ed è tra i 50 migliori ristoranti al mondo. Una carriera piena di soddisfazioni ed un lavoro di cui Cracco è innamorato: «La cucina è il mestiere più bello del mondo – ha osservato “Mister Masterchef “ – mangi quando vuoi, quanto vuoi, come vuoi, con chi vuoi, quello che vuoi, per accompagnarlo con il vino che più ti piace. Ciò non toglie che cucinare sia un lavoro difficile che richiede dei sacrifici. E’ un lavoro meticoloso. Per fare un piatto occorre una tempo di preparazione lunghissimo, a volte anche di sette, otto ore per una pietanza che sarà consumata in trenta secondi, un minuto al massimo. Non bisogna mai trascurare i particolari perchè è proprio in quei trenta secondi che ti giochi tutto».

Non è mancato un consiglio a quei giovani che volessero ripercorrere i suoi passi: «Lo chef per sua natura è un individualista ma fortunatamente oggi i tempi sono cambiati – ha concluso Cracco – anzi se c’è la passione e la voglia di lavorare insieme, in sintonia con gli altri, allora tutto diventa più facile. La squadra che lavora con me, 14 persone, sono ormai la mia seconda famiglia. Io sono una persona che crede tantissimo in quello che fa ed è quello che cerco di trasmettere ogni giorno a chi mi affianca. La cosa più importante è per me dare l’esempio. Solo così si possono ottenere grandi risultati e grandi soddisfazioni».

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Pubblicato su Edizione 2012, NEWS
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