IL SORRISO DI “BEBE” ILLUMINA PORDENONE PENSA: “LA VITA È UNA FIGATA!”

MORSANO – Quindici anni ed un coraggio da vendere. E “Bebe” Beatrice Vio, giovanissima promessa della scherma paralimpica ospite ieri sera nel parco del municipio di Morsano al Tagliamento di Pordenone Pensa, la fortunata rassegna promossa da Circolo Eureka e Provincia di Pordenone.

Giunta a Morsano accompagnata dai suoi due angeli custodi, il papà Ruggero e la mamma Daniela, la quindicenne schermitrice di Mogliano Veneto  intervistata dall’amico giornalista Claudio Arrigoni, una delle penne più efficaci della Gazzetta dello Sport, particolarmente vicino al mondo della disabilità e degli sport paralimpici, ha letteralmente travolto il numeroso pubblico presente con il suo entusiasmo, raccontando di sé, eroina dei tempi moderni, dimostrazione pratica di come la passione per lo sport, unita all’amore ed al sostegno dei familiari e degli amici, possano fare vincere anche le sfide più dure che la vita possa riservare.

Un destino che avrebbe atterato anche il più forte degli adulti non è riuscito a piegare “Bebe”. Anzi, grazie allo sport che ama, ad una famiglia meravigliosa (Bebe ha anche due fratelli che adora, Nicolò e Maria Sole), ed ai valori che contano davvero, vive la vita con una forza travolgente: per lei “La vita è una meravigliosa tela e lo sport la colora”. 

 Alla base di tutto l’amore per il fioretto, una passione nata quasi per caso, a soli cinque anni e mezzo, quando alla fine di un allenamento di pallavolo, incuriosita dai rumori, si affacciò nella palestra dove diversi atleti si allenavano con sciabole e fioretti. Tutto normale, seguendo le orme della campionessa olimpica Valentina Vezzali (che spesso incontra durante le gare e alla quale è legata da una profonda amicizia) fino agli undici anni quando Beatrice viene colpita da una meningite fulminante. Subisce l’amputazione degli arti superiori ed inferiori. Ma a dispetto di una situazione grave e, soprattutto, delle previsioni dei medici, Bebe sapeva che sarebbe tornata in pedana a tirare di scherma.

E´ determinata, decisa, senza paura. Si allena in carrozzina adesso. Le piace anche di più, perché quando si è seduti non si può aver paura, non si può indietreggiare. Non ha paura di perdere, anzi le sconfitte sono l´occasione migliore per le rivincite. Anche se ora l´obiettivo principale è il divertimento Bebe, fresca campionessa del mondo di fioretto nella sua categoria, strizza l´occhio alle Paralimpiadi che nel suo caso saranno quelle di Rio nel 2016 (parteciperà comunque come Tedofora alle Olimpiadi  di Londra 2012 grazie a  migliaia di email  inviate dai tanti che, intasando il server del Comitato Paralimpico internazionale, hanno fortemente voluto e appoggiato la sua presenza,): “Ora mi preparo per Rio. Non solo nella scherma. Anche nell’atletica. Mi piacerebbe correre, come mi dice di fare Oscar (Pistorius, ndr)”.

Una vita, quella di Bebe ricca e piena di impegni (è anche testimonial dell’associazione “Art4sport“, sodalizio che si propone di reperire fondi da destinare alla progettazione e alla realizzazione di protesi sportive per bambini, collaborando anche con il Cip, Comitato Italiano Paralimpico, per coinvolgere e motivare i bambini ed i loro genitori a credere nello sport e nei suoi innumerevoli benefici che non riguardano solo lo sport): “Intanto tiro su il buco in chimica poi a luglio lavorerò in un asilo nido insegnando ai bambini a camminare”.

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