PAOLO LIMITI A FIUME VENETO, SERATA ALL’INSEGNA DELLE RIVELAZIONI SUL MONDO DELLO SPETTACOLO E SULLA SUA VITA

Paolo Limiti, ospite della Parrocchia di Pescincanna in occasione della rassegna Pordenone Pensa, ha confermato ieri sera la sua conoscenza enciclopedica del mondo della televisione, del cinema e della musica.
Intervistato dal giornalista Daniele Damele, il noto presentatore ha snocciolato non poche chicche sul mondo dello spettacolo.

“La Vanoni? Intelligente, spiritosa, cafoncella” – ha rivelato. E ha continuato: “Dionne Warwick? Una voce strabiliante, lei molto piena di sé. La Martini? Una grande voce ma una altrettanto grande disperazione dentro”. E via dicendo, passando attraverso rivelazioni su Nilla Pizzi, definita un “bella donna con una voce sexy e calda, brava cantante che però, quando iniziò, nel dopoguerra, doveva fare i conti con le vocine da soprano”. E così si è scoperto che Mina, come da sua stessa ammissione, ha imparato a cantare proprio ascoltando lei.

Limiti ha poi raccontato com’è stato il suo primo incontro con la Tigre di Cremona, per la quale ha anche scritto numerose canzoni: “ero giovanissimo, facevo lo sceneggiatore di caroselli. Con la regia di Falqui dovevamo girare uno spot per la Barilla dove Mina doveva camminare con un braccio sollevato come se portasse un piatto di pasta. Lei mi disse: “perché, di grazia, dovrei farlo?”. Mi chiese poi perché non mi ero sbarbato perché le piacevano i veri signori, eleganti ed educati. Io le risposi che anche a me piacevano le vere signore, dando vita ad una gaffe non voluta, dal momento che lei aveva avuto una figlia senza essere sposata. Fu un incontro disastroso. Ma un giorno, mentre ero malato, mi chiamò chiedendomi cosa avevo da fare e io mi precipitai da lei con una rosa. Più avanti scoprii che Mina provocava le persone che le piacevano, e così aveva fatto con me”.

Facendo cenno alle sue innumerevoli occupazioni, Limiti ha rivelato di avere un amore particolare, più che per la conduzione, per la creazione di trasmissioni e personaggi. “Nel mio programma ho proposto tanti capaci giovani ma nessuno ne ha poi chiamato nemmeno uno, cosa che però a Mediaset avviene”.
“I talent sono utilissimi – ha aggiunto – perché ingaggiano ragazzi che non avrebbero mai avuto possibilità di arrivare in tv e poi è il pubblico a scegliere il suo preferito”.

E su Sanremo: “negli ultimi 20 anni è stato lastricato di errori. Il festival vive di rendita perché la gente spera sempre di vedere il vecchio Sanremo. Negli anni passati, nella stessa edizione potevi vedere Mina, Celentano, Patti Pravo, Iva Zanicchi e Orietta Berti. Oggi si campa con musica brutta e, del resto, nessuno è stato in grado di sostituire Dalla o la Vanoni”.

“La musica di questi anni è peggiorata molto – ha aggiunto – non ha più i canoni che conosco, non c’è più studio. Eppure ci sono molti mezzi, soprattutto tecnologici, ma la produzione di canzoni è scontata”.

E ha concluso parlando del suo grande amore, il cinema hollywoodiano. “E’ sempre stato la cosa più importante della mia vita, fin da piccolo. Ho fatto studi tecnici, ero l’ultimo della classe. Per diplomarmi fui costretto a giurare che non avrei mai fatto quella professione. Fortunatamente, mia madre mi spinse a fare quello che mi piaceva realmente. E così, fu attraverso il cinema che imparai l’inglese, che venni a conoscenza delle novità e che capii cosa realmente volevo fare nella mia vita”.

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