LA CRISI DELL’OCCIDENTE RACCONTATA DAL GIORNALISTA ALDO DI LELLO

FANNA – Prosegue con grande risposta di pubblico la rassegna PordenonePensa, promossa da Circolo Eureka e Provincia di Pordenone. Ospite della kermesse, nella scorsa serata, organizzata grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale di Fanna, il giornalista e saggista Aldo Di Lello.

Suggestivo il tema dell’incontro, intitolato “Risiko! I nuovi scenari della geopolitica”, occasione per il pubblico presente in sala Eldorado per essere guidata da un vero esperto della materia nel “Grande gioco” della geopolitica, per capire come e dove si disputano le partite che contano nello scacchiere internazionale, dalla Cina all’Afghanistan, dall’Islam all’India. Fondatore della rivista “Imperi”, Di Lello, intervistato dal giornalista e scrittore Andrea Marcigliano, anch’egli esperto di geopolitica, ha analizzato con attenzione anche le cause del malessere delle democrazie occidentali e della debolezza delle leadership europee e statunitense.

“Così come è l’Unione europea non potrà mai funzionare – ha sottolineato Di Lello – c’è un problema di fondo. Non basta la Banca centrale ne una moneta unica, occorre un sistema fiscale comune. Ciò significa che se uno stato federale è in una situazione di crisi tutti gli stessi confederati, l’intera Unione europea deve darsi da fare nel sostenerlo. Il Trattato di Lisbona non è sufficiente. Ci fu una grande intuzione a cavallo tra il 1999 ed il 2000 quando l’allora ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer propose la Costituzione europea, un presidente dell’Unione europea eletto a suffragio universale ed un unico Ministro delle finanze. Peccato che, stranamente e tutt’altro che casualmente, sulla sua figura fu creato uno scandalo, facendo rispuntare fuori un suo vecchia di foto che lo ritraeva, da ragazzo, nell’atto di colpire un poliziotto durante una manifestazione studentesca. Scandalo che lo fece dimettere da ministero facendolo scomparire dalla scena”.

Non è mancato un accenno anche alla specifica crisi italiana collocata nella più vasta crisi dell’Europa occidentale, argomento di forte interesse per i presenti, sviscerato da Di Lello anche in uno dei suoi ultimi lavori, il romanzo Crisi, quella del nostro paese che, secondo Di Lello, va ricercata anche in una politica estera inadeguata: “La crisi della politica estera italiana – ha concluso – è stata determinata dal venier meno tanto della politica estera filoatlantica condotta da Cossiga quanto di quella filoaraba, anti israeliana di Moro ed Andreotti, senza considerare la politica estera dell’Eni, scenari possibili di cui l’Italia ha potuto godere fino all’affermazione dell’integralismo musulmano. Finita quella rendita di posizioni è terminata anche la nostra credibilità politica estera che fa sì che oggi non si sia nemmeno in grado di riportare a casa i nostri due marò”.

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Pubblicato su Edizione 2012, NEWS
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